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Termina con successo la quinta edizione di Design per Tutti, evento promosso da Level Office Landscape

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Mercoledì 28 maggio si è conclusa la quinta edizione di Design per tutti, ciclo di incontri culturali organizzato da Level Office Landscape e patrocinato dall’Ordine degli Architetti di Monza e Brianza. Il tema di quest’anno, “Dall’alto è tutta un’altra cosa“, ha fornito una preziosa opportunità per riflettere su architettura e ambiente, osservandoli dalla giusta distanza per comprendere meglio i cambiamenti e le tendenze di un mondo sempre più globalizzato.

Come ogni conclusione, è tempo di bilanci: “Anche quest’anno i nostri relatori, partendo dal tema assegnato, sono riusciti a proporre punti di vista diversi, suscitando viva curiosità per gli argomenti trattati, le notizie, le informazioni e i dati presentati”, racconta Massimo Gianquitto, ceo di Level Office Landscape e ideatore del format. “Alla domanda se il pubblico abbia apprezzato davvero gli incontri, rispondo con un sì convinto e senza esitazione. Mi baso infatti sui commenti raccolti durante le serate. Il nostro uditorio non solo ha dimostrato di apprezzare gli interventi, ma si è mostrato profondamente interessato a un tema tutt’altro che scontato, che esige risposte personali”.

Che cosa è successo durante la quinta edizione Design per Tutti

Durante le lezioni, che si sono svolte tutti i mercoledì di maggio, sono stati affrontati molti argomenti da altrettanti ospiti speciali. Ripercorriamo insieme i momenti salienti.

Icaro oltre le nuvole

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Nel primo incontro, il filosofo Lorenzo Redaelli ha esplorato la mitologia attraverso il racconto del primo grande architetto: Dedalo, progettista del labirinto di Cnosso, e suo figlio Icaro, destinato alla prigionia. Grazie alle ali costruite con cera e piume dal padre, Icaro riesce a fuggire, ma ignorando le raccomandazioni di Dedalo, si avvicina troppo al sole: la cera si scioglie, le ali si disgregano, e il giovane precipita nel mare. Redaelli ha poi intrecciato il mito con il pensiero di tre grandi filosofi—Platone, Hegel e Cartesio—offrendo una trattazione affascinante che distingue tre fasi: l’ascesa, il volo stabile e la caduta. L’incontro è proseguito con l’intervento della food & beverage editor Penelope Vaglini, che ha mostrato immagini di ristoranti di lusso sospesi su grattacieli avveniristici, su una mongolfiera o persino nel vuoto. Ha infine approfondito il tema dei cibi consumati dagli astronauti nello spazio.

Esplorare il cielo

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Nel secondo incontro, l’architetto Massimo Gianquitto e la storica dell’arte Isabella Maggioni hanno accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso le opere artistiche ispirate al cielo e alla sua rappresentazione. Dall’invenzione della prospettiva come strumento di indagine e riproduzione spaziale della visione umana, fino all’aeropittura futurista e alle installazioni di artisti contemporanei come Tomás Saraceno, Studio Drift e Cai Guo-Qiang. Si è parlato anche di architettura utopista, di progetti futuribili come Lunar Habitation di Norman Foster.

Sfida alla gravità

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Il terzo incontro della quinta edizione di Design per Tutti ha visto protagonista l’architetto e pilota Carlo Rovelli, campione italiano di mongolfiere nel 2005. Rovelli ha portato idealmente in volo i presenti, descrivendo minuziosamente ogni fase di questa emozionante avventura: dal decollo, alla salita, fino all’atterraggio, accompagnando il tutto con spettacolari fotografie scattate durante i suoi viaggi.

Dall’approccio avventuroso si è passati a quello più scientifico con Alfio Sironi, geografo e ricercatore, che ha analizzato il concetto di Antropocene, dimostrando attraverso dati ed evidenze che l’uomo è una delle principali cause dei cambiamenti climatici ma, allo stesso tempo, può esserne anche la soluzione.

Percorsi sospesi

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Infine, l’ultima lezione ha ospitato l’architetto Germán Fuenmayor socio dello studio Piuarch di Milano e Cornelius Gavril, paesaggista e presidente dell’Associazione Verdisegni. “Una serata davvero entusiasmante, dedicata all’architettura e al paesaggio. L’architetto Germán Fuenmayor, attraverso la presentazione dei progetti dello studio Piuarch, ha saputo riaccendere nel pubblico, e nei numerosi architetti presenti, l’amore e la fiducia nell’architettura”, racconta Gianquitto. “Una disciplina sociale che non cerca di imporsi con egemonia, né di riaffermare la propria identità con spregio, ma che si configura come un’architettura-paesaggio capace di sanare i danni causati dall’uomo e di ristabilire un legame armonioso con la natura”.

Cornelius Gavril, che si definisce “il ragazzo dei fiori” ha incantato il pubblico con il suo delicato e garbato intervento che ha ripercorso le fasi di realizzazione di un orto sospeso, una soluzione che ha trasformato la nuda e scarna copertura dell’edificio dello studio Piuarch in un laboratorio di ricerca e sperimentazione su piante e fiori. Non una soluzione definitiva e immutabile, ma una proposta temporanea e partecipata, che offre alle persone spazi di relax e condivisione, aprendosi al quartiere e dimostrando come la città possa trasformarsi in un luogo più a misura d’uomo, dove la natura può finalmente trovare il suo spazio vitale.

A chiudere il ciclo l’intervento di Carlo Forcolini, designer, imprenditore e Compasso d’Oro alla carriera, “che ringraziamo sinceramente per il suo intervento di altissima qualità morale a sostegno di un approccio etico al progetto, che non si lascia adulare dalle mode e tendenze temporanee, ma che è capace di resistere nel tempo, una lezione di stile e di gentilezza che ha conquistato tutto il pubblico”, conclude Gianquitto.

Appuntamento al 2026

Il ciclo di lezioni di Design per Tutti torna nel 2026, con un nuovo tema che sarà svelato nei prossimi mesi, insieme a un parterre di ospiti sempre più vasto.