Durante tutte le sue quattro edizioni, il programma “Lol – Chi ride è fuori” non si è limitato a conquistare il pubblico con la comicità dei protagonisti. Anche l’allestimento del set è diventato oggetto di attenzione, trasformandosi in un vero manifesto di design contemporaneo, ricco di pezzi che hanno fatto la storia di questa disciplina, firmati da grandi maestri e prodotti dalle aziende del Made in Italy più quotate.
I pezzi di design utilizzati per la scenografia di Lol
La scenografia di “Lol – Chi ride è fuori“, programma in onda su Amazon Prime, in cui un gruppo di comici vengono rinchiusi in uno studio per eliminarsi a suon di risate, rappresenta una fusione perfetta tra arredi storici e pezzi contemporanei. Le icone del passato si uniscono infatti a linee tipiche del periodo moderno, creando un ambiente che riflette lo spirito del programma, dove energia e un pizzico di ironia convivono in un equilibrio perfetto.
La palette colori contribuisce a creare un dialogo tra retro e futuro, grazie a toni caldi più classici, che convivono con sfumature più vivaci, che accentuano dettagli per catturare lo sguardo degli spettatori. I materiali più presenti – dal legno al metallo – dialogano con le telecamere, portando sullo schermo un mix and match che non risulta mai eccessivo.
Le ispirazioni irriverenti di Memphis

Il set di Lol si presenta come un teatro all’italiana ispirato al linguaggio visivo del movimento Memphis. Francesco Mari, lo scenografo che si occupa di realizzare il set fin dalla prima edizione, è infatti un grande appassionato di questo stile, che trova perfetto per la televisione. In Lol, lo propone in modo creativo, discostandosi dal rischio di sembrare troppo infantile o addirittura legato all’estetica dei programmi per bambini.
Grazie alla natura ironica e divertente della trasmissione, Mari si è spinto oltre e ha immaginato lo spazio come una grande casa delle bambole – senza distinzioni di genere – in cui tutto è permesso. I tratti distintivi dei lavori del gruppo Memphis sono stai così esasperati e mescolati per creare un set vivace e ricco di colori. L’architettura diventa protagonista attiva delle scene, è dinamica, irriverente e porta i concorrenti a una continua interazione, in modo da indirizzare i momenti salienti nei punti dove le telecamere possono riprenderli al meglio.
Così i comici interagiscono con piante e arredi, spostano le sedute e le rendono protagoniste degli sketch. In una passata edizione, per esempio, Guzzanti ha utilizzato la poltrona Bomb di Adrenalina per performare una delle sue celeberrime televendite.
L’elenco dei più importanti pezzi di design di Lol
Egg Chair, Aarne Jacobsen per Fritz Hansen (1958)

Creata da Arne Jacobsen nel 1958 per il SAS Royal Hotel di Copenaghen, la Egg Chair è un capolavoro di ergonomia e design scultoreo, immancabile nelle collezioni di ogni cultore di questa disciplina. La sua forma avvolgente, ispirata al guscio di un uovo, garantisce comfort e privacy in ambienti pubblici o domestici. Progettata utilizzando un’anima in fibra di vetro rivestita in tessuto o pelle, la poltrona con base girevole è capace di unire tecnologia e artigianalità, grazie alle intuizioni del progettista (all’avanguardia per l’epoca) e rappresenta ancora oggi l’epitome della genialità del design scandinavo.
Bocca, Gufram (1970)

Parte dell’iconica collezione di Gufram, la poltrona Bocca è stata progettata nel 1970 dallo Studio 65. Fin da subito è stata percepita come qualcosa di più complesso di un elemento d’arredo, diventando un’icona pop che ha ridefinito il rapporto tra design e arte. Ispirata alle labbra di Mae West dipinte da Salvador Dalí, Bocca è audace e ironica, in linea con lo spirito rivoluzionario del design radicale italiano. Realizzata in poliuretano espanso con rivestimento elasticizzato è disponibile in differenti versioni, ma quella rossa rimane senza dubbio la più riconoscibile, simbolo di provocazione e creatività.
Cactus, Gufram (1972)

Il Cactus di Gufram, progettato nel 1972 da Guido Drocco e Franco Mello, è una delle opere più significative del design radicale italiano. Si tratta di un appendiabiti scultoreo nato per sfidare le convenzioni, trasformando un oggetto funzionale nella celebrazione dell’immaginazione e del fuori scala. Realizzato in poliuretano espanso e rifinito a mano con verniciatura Guflac, conta ben 2165 spine dalle forme stilizzate. Ne esistono diversi colori, anche se il verde resta il più visto e ricercato, capace di portare un accento vivace all’interno di spazi dallo stile classico e contemporaneo. Simbolo dell’approccio giocoso del brand, il Cactus è ancora oggi tra i must have di Gufram.
Rabbit, Qeeboo (2016)

Più contemporaneo, il Rabbit di Qeeboo nasce dalla creatività di Stefano Giovannoni, che ha unito design e narrazione emozionale. Il coniglietto rappresenta un simbolo di fortuna e, con la sua struttura, rende omaggio alla leggerezza dell’animale. Ne esistono due versioni diverse, una che rappresenta uno sgabello e una che funge da lampada, entrambe icone pop riconosciute e amate dal grande pubblico. Il materiale che lo compone è polietilene, declinato in diverse nuance perfette sia in ambienti interni che esterni.
Shadowy, Moroso (2009)

Progettata da Tord Boontje, la Shadowy di Moroso è a cavallo tra una sedia e un’opera d’arte che mostra le potenzialità dell’artigianato applicato al design contemporaneo. Realizzata intrecciando fili di plastica colorata, ha linee morbide e avvolgenti che richiamano atmosfere tropicali. La lavorazione meticolosa rende ogni pezzo unico e può essere impiegata per caratterizzare spazi outdoor e indoor con diverse combinazioni di colore, dalle più sobrie alle più audaci.
Roly Poly, Driade (2014)

Pezzo contemporaneo e fuori dagli schemi, la seduta Roly Poly di Faye Toogood per Driade sovverte le convenzioni estetiche le sue forme sinuose. La seduta in polietilene stampato è molto accogliente e contrasta con le gambe dall’aspetto robusto che le danno una sembianza monolitica. I suoi colori pastello e le tonalità calde della terra la rendono un passe-partout per ambienti domestici e commerciali.
Lombrico, C&B (1967)

Una nuova visione di seduta modulare ha ispirato Marco Zanuso quando ha disegnato il divano Lombrico. La sua forma sinuosa e continua si ispira infatti alla natura, evocando il movimento organico di un insetto. La struttura modulare consente configurazioni flessibili, adattando l’arredo a diverse situazioni spaziali, mentre i rivestimenti vivaci lo rendono assoluto protagonista dello spazio che ancora oggi, dopo quasi settant’anni, lo rende uno straordinario esempio di design italiano.
Batterio, Abet Laminati (1978)

Durante la sua lunga carriera, Ettore Sottsass ha firmato Batterio, laminato per Abet Laminati lanciato nel 1978, emblema del concetto di rottura del design radicale rispetto a quello industriale. Il pattern organico si ispira alle forme irregolari dei batteri osservati al microscopio, esprimendo l’interesse di Sottsass per l’interazione tra natura e artificio. Dichiarazione visiva audace, trasforma il materiale in protagonista dello spazio, rendendolo versatile per rivestimenti murali e mobili.
Pilastro, Kartell (2004)

Altro arredo progettato da Sottsass, Pilastro, nasce nel 2004 per Kartell, sfidando le convenzioni del design tradizionale, grazie a una silhouette scultorea e una struttura cilindrica. Realizzato in tecnopolimero, rappresenta l’innovazione materica tipica della collaborazione tra Sottsass e l’azienda di arredo, combinando durabilità e leggerezza. Le sue proporzioni equilibrate e il design monocromatico lo rendono un pezzo capace di dialogare con qualsiasi ambiente, mantenendo una forte identità visiva.
Yomi Eko, Mojow (2009)

Yomi Eko sintetizza estetica e sostenibilità in un unico arredo. Si tratta di un divano gonfiabile con struttura in legno certificato FSC, che dialoga armoniosamente con i cuscini trasparenti in TPU, materiale ecologico e resistente. Manifesto di design versatile, si adatta sia in interni che in spazi outdoor.
Bomb, Adrenalina (2006)

Legata al tema del gioco, e divertente con il suo aspetto fuori dagli schemi, la poltrona Bomb di Simone Micheli è un pezzo scultoreo. Caratterizzata da linee morbide e volumi generosi, sembra esplodere nello spazio, catturando l’attenzione grazie a forme e colori audaci.
Un set di design che ispira e affascina
L’allestimento scenografico di Lol, diventa un veicolo di buonumore e contribuisce a creare l’atmosfera giocosa che ha decretato il successo della trasmissione. Con i suoi pezzi di design classici, uniti a nuove espressioni contemporanee, il set design mostra come mixare epoche e stili diversi possa portare a risultati estremamente creativi. Chi ama il design, dunque, potrà sorridere e, per stavolta, gli sarà concesso “restare dentro”.
