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Migliora il microclima in ufficio e il benessere dei lavoratori!

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Acustica, privacy visiva e luce naturale non sono gli unici parametri da considerare per progettare un luogo di lavoro. Anche il microclima in ufficio fa la differenza e si compone di tanti altri elementi come la qualità dell’aria, la temperatura e l’umidità

Avete mai sentito parlare del microclima in ufficio? Forse sì perché ultimamente l’attenzione verso il benessere dei lavoratori è sensibilmente cresciuta, in favore di un nuovo approccio progettuale che mette le persone e la loro salute al centro.

Che cos’è il microclima in ufficio?

Il Ministero della Salute lo definisce così: “Il microclima è il complesso dei parametri ambientali come temperatura, umidità relativa e velocità dell’aria che condizionano lo scambio termico tra individuo e ambiente. Insieme all’inquinamento dell’aria indoor, influisce in maniera significativa sulla qualità degli ambienti in cui si vive e si lavora e quindi sul benessere delle persone. Il conseguimento del benessere termico, cioè lo stato di piena soddisfazione nei confronti dell’ambiente stesso, costituisce una condizione indispensabile e prioritaria per il conseguimento del benessere totale

Il microclima in ufficio non è nient’atro che un insieme di parametri che influiscono sul sistema di termoregolazione del corpo umano, un meccanismo capace di regolare lo scambio termico tra uomo e ambiente, mantenendo la temperatura interna costante.  Una situazione di benessere termico, quindi, si verifica solo se le condizioni ambientali come temperatura, umidità e qualità dell’aria sono ben bilanciate all’interno di un luogo chiuso come la casa o l’ufficio.

La qualità dell’aria interna

 

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Elemento fondamentale per definire il microclima in ufficio è la qualità dell’aria interna. Infatti, contrariamente a quanto si pensi, i rischi per la salute umana sono molto più alti in relazione all’inquinamento indoor piuttosto che quelli prodotti dallo smog all’esterno degli edifici. Trascorrendo più dell’80% delle proprie giornate all’interno delle quattro mura, le persone subiscono infatti l’esposizione a un’altissima concentrazione di sostanze inquinanti rispetto a quelle presenti all’aperto (anche nelle metropoli più inquinate)

Funghi, muffe e polveri, composti volatili (VOC), radon, piombo e formaldeide sono solo alcune delle sostanze più pericolose per il nostro organismo. Quest’ultima è sicuramente tra le più comuni e rientra nella lista dei prodotti cancerogeni per l’uomo. Presente in moltissime colle, vernici e materiali edili, viene rilasciata nell’aria sottoforma di gas o vapore. Nello scegliere la fornitura di arredi per il proprio ufficio, specialmente in presenza di pannelli in compensato, è opportuno optare per prodotti con minime percentuali di formaldeide, per ridurre il rischio di respirarne le emissioni dannose.

Una corretta areazione è così fondamentale per espellere a intervalli regolari tutte le sostanze volatili e garantire un ricambio continuo. L’apertura di porte e finestre spesso non basta e, a livello impiantistico, è necessario prevedere un sistema di ventilazione controllato che integri elementi per il recupero del calore dell’aria che viene espulsa. In questo modo comfort termico e qualità dell’aria beneficeranno dello stesso sistema.

L’isolamento termico determina il livello positivo o negativo del microclima in ufficio

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Esistono differenti materiali capaci di isolare termicamente gli ambienti interni e le pareti perimetrali dell’edificio in cui si trova lo spazio di lavoro. Le normative impongono infatti un lavoro combinato tra “fuori e dentro”, coordinando i requisiti acustici e termici passivi degli edifici con le scelte progettuali operate all’interno attraverso gli elementi di interior come pareti divisorie, pavimentazione e controsoffitti.

Ognuno di questi elementi viene così isolato utilizzando materiali con proprietà termiche differenti che dipendono essenzialmente dalla porosità dell’elemento finito con cui si creano delle vere e proprie barriere per impedire il passaggio del calore o del freddo.

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Nelle pareti divisorie cieche, la lana di roccia è l’isolante più utilizzato grazie alla sua stabilità nel tempo e all’inerzia chimica: viene posato all’interno delle intercapedini ed è classificato come materiale non dannoso per l’uomo. Le pannellature dei controsoffitti possono diventare a loro volta degli isolanti termici, specialmente se realizzate in poliestere (resistenti a batteri e funghi) e trattate superficialmente con anti-pilling e sostanze per renderle inodori.  Anche la pavimentazione può contribuire al raggiungimento del benessere termico, se trattata con prodotti isolanti come il feltro minerale unito a resina termoindurente a base di composti organici e vegetali, oppure utilizzando sistemi sopraelevati/flottanti con nuclei strutturali composti da pannelli in silicato di calcio, solfato di calcio anidrio ad alta densità e conglomerati lignei ad elevata resistenza meccanica, tutti con un alto livello di fono e termo-isolamento.

Le tende sono un importante alleato del microclima in ufficio

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I tendaggi possono costituire un importante scudo termico e bloccare il passaggio dei raggi UV, soprattutto negli uffici dotati di ampie pareti vetrate e un’alta percentuale di penetrazione di luce naturale dall’esterno.  Se realizzati con trame microareate sono in grado di dissipare il calore verso l’esterno e migliorare le prestazioni energetiche dell’intero edificio.  La normativa degli uffici prevede inoltre che le tende possano abbattere gli effetti della luce solare, impedendo il riflesso su superfici lucide e sui monitor, per garantire anche un maggiore comfort visivo agli impiegati.

Come avrete capito, il microclima in ufficio è importante e quando un ambiente è carente da questo punto di vista, risulta estremamente evidente in periodi dell’anno come l’estate, dove il calore, l’umidità e l’afa sono la causa primaria della scarsa produttività e dei malesseri sul luogo di lavoro.

Una progettazione consapevole è il primo passo per rendere il luogo di lavoro più salubre e gli impiegati più soddisfatti e deve tenere in considerazione l’insieme di tutti i fattori citati nei paragrafi precedenti.

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